mario vargas llosa

mario vargas llosa

Il premio nobel Vargas Llosa ha rilasciato una lunga intervista ad un quotidiano uruguaiano, (riportata in francese qui) nella quale ha dichiarato che “Internet ha distrutto la grammatica, la grammatica è stata liquidata. Stiamo vivendo una sorta di barbarie sintattica”. Ha continuato la sua critica nei confronti dei mezzi di comunicazione come Facebook, Twitter, e il resto dei social network affermando che “se si scrive così, tu parli così, se parli così, pensi così, e se pensate così, pensate come una scimmia. E trovo che questo sia preoccupante”. Le parole del premio nobel non sembra che lascino molto dibattito sulla questione. In realtà quello che afferma Vargas Llosa non è sicuramente una demonizzazione dei social network come spesso accade, ma una critica alla modalità con la quale questi vengono utilizzati. Certamente in ambito letterario e per chi ama la scrittura in particolar modo, questa trasformazione non viene compresa e accettata con leggerezza. Però ci sono sicuramente persone che utilizzano i social e utilizzano l’italiano in maniera corretta. Speriamo che le persone possano smentire i timori del premio nobel e che questo pericolo non sia così imminente.

Luca Romano

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Libreria giapponese

Libreria giapponese

All’interno della catastrofe, questo è sicuramente un aspetto di minore importanza, tuttavia i cittadini giapponesi non si sono esentati dall’inondare, attraverso i social network più utilizzati, la rete di immagini di biblioteche, librerie, centri universitari con grandi quantitativi di libri. Perché è accaduto questo? Sicuramente riprendere con i cellulari l’accaduto è stato un modo per cercare di far comprendere al resto del mondo la portata del terremoto, farlo in una libreria dove scaffali e libri non hanno fatto altro che rimbalzare al ritmo della tragedia, è stato sicuramente un aspetto ancora più drammatico. Però di questa vicenda è da sottolineare anche come queste foto, apparse innanzitutto su twitter e togetter.com, stiano raccontando, oltre alla distruzione di una nazione, anche il rischio di star perdendo le vite e la cultura nella quale queste persone sono cresciute. Il Gappone ha una tradizione culturale antichissima della quale ora dovrà farsi carico l’intera umanità, affinché venga aiutata e salvata in ogni modo.

Luca Romano