Premio strega 2011

Premio strega 2011

Gli anni passati di questi tempi si sapevano già i nomi dei candidati. Quest’anno non si hanno ancora notizie. Di che stiamo parlando? Del premio Strega, forse il più famoso premio letterario italiano, che da un po’ di anni è messo in discussione dalla vittoria, per quattro anni di fila, della stessa casa editrice (Mondadori); per le pressioni che le stesse case editrici fanno; e per la qualità dei libri vincenti. Quest’anno i probabili candidati, o almeno i nomi più probabili, visto che non sono ancora uscite delle notizie ufficiali, sono: Troppo umana speranza, libro ambientato nel rinascimento italiano, edito da Feltrinelli e pubblicato proprio l’anno del centocinquantesimo anniversario di una autore esordiente: Alessandro Mari. Abbiamo in più Le luci nelle case degli altri, libro edito Mondadori, di chiara Gamberale, libro che ha venduto molto e del quale se ne parla bene, che tuttavia subirà la pressione dei 4 vincitori Mondadori degli anni passati. In più abbiamo il terrazzino dei gerani timidi della famosa Anna Marchesini che avrà il compito di “vendicare” il secondo posto dell’anno passato, guadagnato da Rizzoli con Acciaio della Avallone. Saranno presenti anche romanzi che hanno avuto minore promozione rispetto a questi, noi da lettori speriamo che vinca sempre il testo più bello, quello scritto meglio e magari anche di un autore meno conosciuto. Intanto verso fine aprile dovrebbero uscire i 12 finalisti. Chissà se quest’anno il premio sarà assegnato come gli anni scorsi o avremo grandi cambiamenti. Noi aspettiamo. Chissà.

 

Luca Romano

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Avallone Silvia - Acciaio - Rizzoli - 18€ - 357pp

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“Nel cerchio sfocato della lente la figura si muoveva appena, senza testa. Uno spicchio di pelle zoomata in controluce. Quel corpo da un anno all’altro era cambiato, piano, sotto i vestiti. E adesso nel binocolo, nell’estate, esplodeva. L’occhio da lontano brucava i particolari: il laccio del costume, del pezzo di sotto, un filamento di alghe sul fianco. I muscoli tesi sopra il ginocchio, la curva del polpaccio, la caviglia sporca di sabbia. L’occhio ingrandiva e arrossiva a forza di scavare nella lente.
Il corpo adolescente balzò fuori dal campo e si gettò in acqua.
Un istante dopo, riposizionato l’obiettivo, calibrato il fuoco, ricomparve munito di una splendida chioma bionda. E una risata così violenta che anche da quella distanza, anche soltanto guardandola, ti scuoteva. Sembrava di entrarci davvero, tra i denti bianchi. E le fossette sulle guance, e la fossa tra le scapole, e quella dell’ombelico, e tutto il resto.”

Anna e Francesca sono due ragazze pressoché quattordicenni, che crescono tra i casermoni costruiti dalla Lucchini a Piombino. La vita violenta, vissuta dalle protagoniste è mischiata con una dose di realtà difficilmente riscontrabile in altri testi contemporanei. La sapienza con la quale il mondo normale degli operai e il futuro impalpabile di una intera generazione di italiani, si mischiano dà forma ad una delle opere letterarie più belle che si siano lette dai tempi di Pasolini. La pregevole la stesura del testo fornisce in oltre al romanzo un gradevolezza particolare nella lettura.
Probabilmente uno dei più bei romanzi scritti in italia degli ultimi dieci anni.

Luca Romano