Pier Vittorio Tondelli, Altri libertini,  Feltrinelli, pp 195, 8€

Pier Vittorio Tondelli, Altri libertini, Feltrinelli, pp 195, 8€

Pier Vittorio Tondelli urla e urla talmente forte da lasciare un segno, un sassolino di riconoscimento nei coloratissimi anni ottanta.
Si libera dalla censura, sembra incarnare un fenomeno passeggero, uno scoppio, una luce, invece è un meteorite caduto sulla città. I suoi frammenti ancora si ritrovano andando in giro e perlustrando qua e là negli angoli. Sei racconti che l’autore preferisce chiamare “romanzo ad episodi” che si fanno portavoce di una collettività, quella bolognese, e più in generale di quel branco di venticinquenni che fa del pulp il suo testamento. “Altri libertini” non è solo un titolo è una chiave. Si aprono le porte del promiscuo, del proibito, del trash, dell’ “altro”, si getta uno sguardo sull’alieno che abita la città, sulla vertigine che provoca la diversità.La verità è che l’unico modo per parlare di “Altri libertini” è farsi investire da quel linguaggio popolare e pungente, guardare con desiderio la sessualità esasperata degli attori protagonisti e ricercare quell’urlo che, nonostante roboante, necessita di orecchie fini e consapevoli.
“Solo questo vi voglio dire credete a me lettori cari.
Bando a isterismi, depressioni scoglionature e smaronamenti.
Cercatevi il vostro odore eppoi ci saran fortune e buoni fulmini sulla strada.
Non ha importanza alcuna se sarà di sabbia del deserto o di montagne rocciose, fossanche quello dell’incenso giù
nell’India o quello un po’ più forte, tibetano o nepalese.
No, sarà pure l’odore dell’arcobaleno e del pentolino pieno d’ori
degli aquiloni bimbi miei, degli uccelletti, dei boschi verdi con in mezzo ruscelletti
gai e cinguettanti, delle giungle, sarà l’odore delle paludi, dei canneti, dei venti sui ghiacciai, saranno gli odori
delle bettole di Marrakesh o delle fumerie di Istambul, ah buoni davvero buoni odori in verità, ma saran pur sempre i vostri odori e allora via, alla faccia di tutti avanti!”
Tondelli è morto decisamente troppo presto.

Valentina Introna

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Stefano Benni, il bar sotto il mare, feltrinelli, 6,50 euro, 196 pagine

Stefano Benni, il bar sotto il mare, feltrinelli, 6,50 euro, 196 pagine

Immaginate di essere persi nei vostri pensieri, in chissà quale porto fantastico ed inesistente, quando davanti a voi si materializza un uomo con una gardenia all’occhiello della giacca che scende delle scale che vanno verso il fondo del mare e vi si immerge. Immaginate di seguire quell’uomo, e di ritrovarvi improvvisamente in un bar stupefacente, un punto di incontro per personaggi misteriosi che si impegnano, per la durata di una notte, a raccontare una storia.
Il bar sotto il mare è il posto in cui ognuno di noi vorrebbe capitare almeno una volta nella vita, un posto in cui restare affascinati dai racconti che custodisce. Un bar in cui ci si fa compagnia, per una notte soltanto o per mesi interi. Aprite questo libro e lasciatevi raccontare delle storie, vi sembrerà di essere accanto all’uomo con gli occhiali neri, mentre sorseggiate del buon rum.
Stefano Benni e il suo talento vi accompagneranno in una lettura piacevole e divertente. finito il libro, vi verrà voglia di uscire e catapultarvi alla ricerca di un bar come questo.

Ilenia Caito

Mr.Gwin - Alessandro Baricco - Feltrinelli

Questa settimana abbiamo seguito la presentazione di Mr.Gwin, il nuovo libro di alessandro Baricco, edito da LaFeltrinelli. Di seguito, ne trovate una parte:

E. De luca, i pesci non chiudono gli occhi, feltrinelli 2011, 12 €, 115pp

E. De luca, i pesci non chiudono gli occhi, feltrinelli 2011, 12 €, 115pp

Come sempre dai libri di Erri De Luca ci si aspetta una buona scrittura, elegante e ricercata, con degli squarci che ci permettono di arrivare dentro le cose e osservarle da vicino; anche questa volta è andata così. Sfogliando questo testo, decisamente più spesso degli ultimi precedenti, ma comunque abbastanza breve (solo 115 pagine) lo scrittore napoletano ci mostra la sua adolescenza, quel momento in cui si rompe con l’esser bambini e si inizia a diventare grandi. Quella percezione che ognuno ha di avere il pensiero più simile ad un adulto che ad un bambino in un corpo ancora inadatto.
Mostrandoci la sua vita, erri de luca ci fornisce lo spunto per osservare il cambiamento e l’attaccamento ai nostri ricordi, come si formano i primi concetti di giustizia, di amore, di rispetto e come, alla fine, le nostre vite sono tutte abbastanza simili; tanto da potersi riconoscere prima in una forma di amore abbozzato per una ragazzina, della quale non si saprà mai il nome, e poi in un senso di giustizia così categorico da non lasciare scampo.

Luca Romano
J. Saramago, Cecità, Feltrinelli, pp. 276, 9.50€

J. Saramago, Cecità, Feltrinelli, pp. 276, 9.50€

“Probabilmente solo in un mondo di ciechi le cose saranno ciò che veramente sono, disse il medico, E le persone, domandò la ragazza dagli occhiali scuri, Anche le persone, non ci sarà nessuno a vederle […] La paura acceca, disse la ragazza dagli occhiali scuri, Parole giuste, eravamo già ciechi nel momento in cui lo siamo diventati, la paura ci ha accecato, la paura ci manterrà ciechi, Chi sta parlando, domandò il medico, Un cieco, rispose la voce, un semplice cieco, qui non c’è altro. Allora il vecchio dalla benda nera domandò, Di quanti ciechi ci sarà bisogno per fare una cecità.”
Cosa accadrebbe se, all’improvviso, un’intera popolazione fosse colpita da un mal bianco, una fulminea cecità senza alcuna causa apparente?
Immagino Saramago porsi questa domanda una notte e capire di aver avuto un’idea geniale da sviluppare nel suo, a mio parere migliore, romanzo. Come lui stesso scrive nel corso delle pagine, il titolo è da intendersi al plurale: possono essere molte le cecità che affliggono l’animo umano e lui, attraverso quella più semplice che colpisce l’organo di senso comunemente designato per la vista, ne analizza una per una fino a far intendere, nello spettacolare finale, che non basta avere due occhi per vedere o per essere visti ( “ Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.”).
Ne risulta uno straordinario romanzo sulla crudeltà, sull’indifferenza e sull’egoismo, una minuziosa indagine dell’animo umano liberato dalle norme sociali e dalle costrazioni, una fotografia della bestialità dell’uomo lasciato libero: lo vediamo rubare, uccidere, minacciare, stuprare donne.
Nel buio più tetro (o nella luce più abbagliante, ma le due cose non sono così lontane come si può pensare) la speranza viene riposta nell’unica donna che inspiegabilmente conserva la vista, che come un Messia dei nostri tempi guida le pecorelle smarrite verso la sopravvivenza, guida che, come presto si capirà, non verrà esercitata secondo le leggi di ciò che viene ritenuto universalmente giusto; in un mondo di ciechi, paradossalmente, le sfumature non fanno che moltiplicarsi.

Marinella Balzano
Stefano Benni, Le beatrici, feltrinelli 2011, 9,00€, 92 pp.

Stefano Benni, Le beatrici, feltrinelli 2011, 9,00€, 92 pp.

Le Beatrici non è il solito libro di Benni, non è costituito da una stesura unica, è infatti la summa di otto voci differenti, sono otto voci di donna. Si declinano in maniera infinitamente diversa l’una con l’altra, avendo sempre un filo sottile che collega lo spirito delle parole. Benni ci propone un libretto sottili, di appena 92 pagine, che in realtà riporta su carta uno spettacolo-laboratorio tenuto al teatro dell’archivoto, a Genova in cui cinque attrici hanno messo in scena alcuni di questi monologhi. Ma nel testo non troviamo solo gli otto testi portanti, ma anche sei poesie e due canzoni. Vi ritroverete sicuramente davanti a figure di donne forti, urlanti, ma anche dolci e che sussurrano parole con delicatezza, talvolta con registri differenti da pagina a pagina. Sicuramente non è un testo semplice per la difformità stilistica che contiene al suo interno, ma la grande capacità di Benni nell’usare le parole per accoglierci e coccolarci è evidente, rendendo le varie prose e poesie apprezzabilissime per chiunque.

Benedetta Cibrario, Sotto cieli noncuranti, feltrinelli, pp. 256, 16 €

Benedetta Cibrario, Sotto cieli noncuranti, feltrinelli, pp. 256, 16 €

Un buon libro per me, è quello che mi fa sentire parte della famiglia, quello che quando lo finisci hai voglia di chiamare i protagonisti e sapere cosa cucinano per cena o dove andranno in vacanza in estate. Sotto cieli noncuranti è esattamente quel genere di libro. Entri a far parte della famiglia, di tutte le famiglie che compongono questo romanzo. Casa Griot è immersa nei monti e Violaine, figlia unica, decide di partire, andare a vivere a Torino, diventare poliziotta. Pietro Serra è sempre in viaggio e tradisce sua moglie Irene che resta a casa a badare al loro bambino. La famiglia Corrias è una come tante altre, mamma-papà-3figlie-cane. La mamma sempre di corsa, il papà magistrato sempre pieno di lavoro, tre bimbe vivaci, quasi quanto il cane che dev’essere accompagnato a fare i suoi bisognini ogni sera. Tutte le famiglie che vivono in questa storia capiranno cos’è il dolore, a modo loro. E lo affronteranno ognuna a modo suo. P er come ve l’ho presentato, potreste pensare che questo sia un romanzo triste, ed invece no. E’ talvolta malinconico questo sì, ma anche tenero e ironico. E poi c’è un giallo, un mistero che coinvolgerà un componente di ciascuna di queste famiglie e che vi porterà alla fine tutto d’un fiato.

Ilenia Caito