In Italia si legge poco, questo è un dato di fatto, immaginiamo però che si legga ancora meno con l’intento di curarsi dalle malattie. Nonostante tutto, nel mondo e in maniera minore anche in Italia, la biblioterapia sta prendendo piede. Esiste, infatti, dal 2006 anche un sito dedicato a questo particolare indirizzo della psicoterapia. Potrete non crederci, ma si creano figure specializzate in grado di consigliare libri che possano smuovere, all’interno della persona malata, particolari reazioni in grado di migliorare l’umore sino a far guarire il paziente. Sulla scia di discipline che hanno fatto da tempo il loro ingresso sulla scena delle psicoterapie, tipo la pet-terapy (cura attraverso gli animali) o la cromoterapia (attraverso i colori) noi amanti del libro ci auguriamo che questa disciplina, poco conosciuta, possa realmente funzionare e prendere piede negli ospedali, perché infondo lo sappiamo tutti che un buon libro aiuta a stare meglio.

Quanti libri avete sul comodino? E quanti in libreria? Quanti testi in più di una edizione? Quanto vi piace passare tra gli scaffali di una libreria e comprare libri solo per la copertina o per l’odore?

In realtà esiste una sindrome diagnosticata che si chiama Bibliomania. Pochissimi di voi sicuramente ne saranno affetti, però chissà quanti hanno questa forte passione per l’oggetto libro. Mark Medley sul national Post, ha stilato quattro regole da rispettare per evitare di diventare bibliomani:

1) Dovete avere a vista non più di 500 libri per volta.

2) Dovete organizzare i libri prima in categorie, quindi in ordine alfabetico (per cognome dell’autore), rendendo più facile per voi ed i vostri ospiti per trovarli.

3) Dovete conservate i libri in posizione verticale, ma se deve proprio deve essere orizzontale (come i libri sui tavolini o comodini) non formate pile superiori ai 4 volumi.

4) Se dovete aggiungere un nuovo libro, dovete toglierne un altro vecchio.

Fate attenzione, se non riuscite a rispettare queste quattro regole, potreste diventare bibliofili, potreste collezionare migliaia di libri e volerne ancora. Siete disposti a correre questo rischio?

Luca Romano