Pino Aprile, Giù al sud, Piemme, pp. 473, 19.50€

Pino Aprile, Giù al sud, Piemme, pp. 473, 19.50€

Giù al sud non è un resoconto, non è una semplice narrazione di avvenimenti; giù al sud pone il meridione in un’ottica diversa. Aprile, dopo le 250 mila copie di Terroni, ci racconta un sud in movimento, proprio lì dove tutto sembra immobile. Ogni capitolo è una narrazione quasi autonoma, un avvenimento, una circostanza che mostra una terra che non è morta e non si rassegna affatto. Dai “ragazzi” del 73 di Sbig (san bartolome in Galdo, tra la Puglia e il Molise) al perché se il vesuvio eruttasse sarebbe un bel vantaggio economico per il nord Italia. Pino Aprile ci disegna uno scenario che in terroni conoscevamo già, ma sotto altri punti di vista e con narrazioni piacevoli e leggere. Ci disegna un’italia che andrebbe, almeno ogni tanto, capovolta, per ridare voglia a chi è andato via di tornare, perché costruirsi un futuro qui è difficine, ma affatto impossibile.
Luca Romano