il paese delle spose infelici

il paese delle spose infelici

Una storia di amicizia adolescenziale fra campi di calcio e paesaggi bellissimi.
Il regista: “E’ ambientata negli anni Novanta, quelli del populismo, l’inizio della deriva politica di oggi”.
Un bell’esordio, quello di Pippo Mezzapesa. Il regista pugliese, già autore di cortometraggi premiati, per il passaggio al lungometraggio si è affidato al tandem con il conterraneo scrittore Mario Desiati. Il risultato è “Il paese delle spose infelici” una storia, tratta dal
romanzo omonimo, ambientata negli anni ’90 e nel Sud. Un’ amicizia adolescenziale, di campi di calcio fangosi e paesaggi bellissimi sfregiati qua e là da ciminiere. Una sposa abbandonata che vola dal campanile di una chiesa nel tendone dei pompieri e da lì nel cuore di un grappolo di ragazzini. Dopo aver divorato il romanzo di Desiati lo stesso Mezzapesa ha dichiarato di sentire in quelle righe una dimensione di appartenenza in quella fase di passaggio-transizione adolescenziale. È una storia che segna una generazione non in maniera positiva che il regista racconta attraverso un aspirante sindaco
pieno di violenza, violenza verbale. Un precursore della deriva politica di oggi.

Claudia Liso

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