J. Saramago, Cecità, Feltrinelli, pp. 276, 9.50€

J. Saramago, Cecità, Feltrinelli, pp. 276, 9.50€

“Probabilmente solo in un mondo di ciechi le cose saranno ciò che veramente sono, disse il medico, E le persone, domandò la ragazza dagli occhiali scuri, Anche le persone, non ci sarà nessuno a vederle […] La paura acceca, disse la ragazza dagli occhiali scuri, Parole giuste, eravamo già ciechi nel momento in cui lo siamo diventati, la paura ci ha accecato, la paura ci manterrà ciechi, Chi sta parlando, domandò il medico, Un cieco, rispose la voce, un semplice cieco, qui non c’è altro. Allora il vecchio dalla benda nera domandò, Di quanti ciechi ci sarà bisogno per fare una cecità.”
Cosa accadrebbe se, all’improvviso, un’intera popolazione fosse colpita da un mal bianco, una fulminea cecità senza alcuna causa apparente?
Immagino Saramago porsi questa domanda una notte e capire di aver avuto un’idea geniale da sviluppare nel suo, a mio parere migliore, romanzo. Come lui stesso scrive nel corso delle pagine, il titolo è da intendersi al plurale: possono essere molte le cecità che affliggono l’animo umano e lui, attraverso quella più semplice che colpisce l’organo di senso comunemente designato per la vista, ne analizza una per una fino a far intendere, nello spettacolare finale, che non basta avere due occhi per vedere o per essere visti ( “ Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono.”).
Ne risulta uno straordinario romanzo sulla crudeltà, sull’indifferenza e sull’egoismo, una minuziosa indagine dell’animo umano liberato dalle norme sociali e dalle costrazioni, una fotografia della bestialità dell’uomo lasciato libero: lo vediamo rubare, uccidere, minacciare, stuprare donne.
Nel buio più tetro (o nella luce più abbagliante, ma le due cose non sono così lontane come si può pensare) la speranza viene riposta nell’unica donna che inspiegabilmente conserva la vista, che come un Messia dei nostri tempi guida le pecorelle smarrite verso la sopravvivenza, guida che, come presto si capirà, non verrà esercitata secondo le leggi di ciò che viene ritenuto universalmente giusto; in un mondo di ciechi, paradossalmente, le sfumature non fanno che moltiplicarsi.

Marinella Balzano