WorldVoiceDay

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“Quello che e’ chiaro e’ che il ruolo dell’intellettuale varia in maniera enorme tra un paese e l’altro” A dirlo è stato Salman Rushdie in occasione del World Voices di new york. Questa manifestazione, nata in seguito all’attentato dell’11 settembre e organizzata da Pen, ha il compito di riunire tutti i letterati, gli intellettuali e coloro che ritengono la libertà di espressione un punto fondamentale per poter affermare la libertà più generale dell’uomo.
La manifestazione che è iniziata il 25 aprile e finirà domani primo maggio, vuole riavvicinare la cultura americana alle culture minori o comunque differenti del resto del mondo. In queste settimane si sono tenute tavole rotonde, letture e incontri tra letterati. Sono solo sette giorni, ma a new york gli intellettuali si sono confrontati e magari fungeranno da traino per il resto delle loro popolazioni ritornando con qualcosa di nuovo da raccontare e da scrivere. Per l’italia ci saranno Margaret Mazzantini, Antonio Monda e Alessandro Veronesi. Chissà al loro ritorno cosa ci racconteranno a riguardo.

Luca Romano