Expolibro 2011

Expolibro 2011

Domenica si è chiusa l’expolevante, e di conseguenza lo spazio al suo interno dedicato ai libri. Alla fine delle manifestazioni, però, di tanto in tanto vanno tirate le somme. Bisogna chiedersi a cosa è servito, come è andato, se poteva esser fatto meglio, se sono stati contenti i visitatori e se sono stati contenti gli espositori. Beh noi dall’esterno abbiamo osservato la situazione, abbiamo parlato con chi ci è andato, con chi ha esposto e con gli addetti ai lavori.

Abbiamo notato che gli spazi dedicati alle presentazioni dei libri erano nascosti al piano superiore rispetto a quello degli espositori. Abbiamo notato che di gente, nel giorno di chiusura quello con maggiore affluenza, non ne è passata tanta.

Non è stato quello che si suol dire un successo. Però andando oltre la qualità delle case editrici e dei libri in vendita (alcuni molto interessanti, altri un po’ più scadenti) abbiamo valutato che l’errore più grosso è stato forse nell’organizzazione. Lo spazio freddo nel quale sono state sistemate le case editrici, la insana idea di sistemare le presentazioni al piano superiore e di lasciare un padiglione enorme, mezzo vuoto. L’incapacità di conciliare la vendita dei libri con le esibizioni musicali dal vivo, creando una confusione incomprensibile. Tutto questo dovrebbe lasciar presagire, per il futuro, da parte dell’ente fiera, o di chi è a capo di questa struttura, un cambio nell’organizzazione, magari fornendo la possibilità a chi ne ha voglia e non insegue solo uno stipendio, di cimentarsi con qualcosa di creativo e innovativo. Così da regalare alla città di bari un salone del libro degno di questo nome.

In ogni caso noi lettori continueremo a visitarlo anche gli anni venturi, per dare un segno forte alla città. Questa è una città che merita di più di quello che è avvenuto quest’anno all’interno dell’expolibro.

Luca Romano