A Roma si è tenuta la conferenza stampa di Gian Arturo Ferrari (presidente del centro per il libro), che con una ricerca assegnata alla Nielsen si è prefisso lo scopo di analizzare il mercato del libro “in movimento”. Cosa ne è venuto fuori? Che le donne leggono molto più degli uomini (34% a 31%) su una base di popolazione lettrice del 33% degli italiani. Questo dato è, inoltre, caratterizzato anche su base territoriale, nel nord-ovest leggono più che nelle altre zone d’Italia (37% degli abitanti) e sugli studi effettuati, tuttavia i laureati leggono molto di più ad ogni latitudine.

Questo ritratto del nostro paese non mostra una uniformità, come sempre ci sono molte sfaccettature, solo l’8% della popolazione acquista più di 6 libri a trimestre e il 42% ne compra solo uno. Come al solito spiccano i laureati, giovani, tra i 25 e i 34 anni il cui 32% si dirige in libreria per fare acquisti.

I testi più letti sono sicuramente quelli di narrativa, a grande distanza percentuale dalla manualistica (58% contro il 13%) e sono in grande quantitativo fruiti dai giovani tra i 14 e i 19 anni (la narrativa rappresenta circa il 71% dei libri comprati dai ragazzi).

Ma ci sono altre buone notizie, in Italia si preferisce comprare testi di autori italiani rispetto agli stranieri (76% a 53%) e la maggior parte di questi acquisti viene fatta sempre dai giovani complessivamente tra i 14 e i 34 anni; i quali preferiscono sicuramente leggere su carta che gli ebook su pc o tablet. Possiamo considerare in buone mani il futuro dei libri, nonostante la crisi, fortunatamente la maggior parte dei lettori è giovane e tenderà a leggere per tutto il resto della vita. Magari non risolverà il problema dell’editoria, ma sicuramente questi dati indicheranno nuove vie attraverso le quali muoversi.

Luca Romano