Pierpaolo Pasolini

Pierpaolo Pasolini

Tutti conoscono, almeno per sentito dire, Pasolini. Molti di voi sapranno che è stato un grande poeta, qualcuno che è stato anche un ottimo regista, pochi di voi sanno che ha analizzato la società italiana come pochi scrittori sono riusciti a fare, quasi nessuno ha capito come sia morto, o almeno ha dubitato della versione ufficiale. Da qualche mese, dopo le parole di Pino Pelosi, il suo assassino, la questione sull’omicidio di Per Paolo Pasolini, si è riaperta. I RIS di Parma, proprio in questi giorni stanno riconducendo della analisi sul corpo del famoso scrittore. La versione ufficiale, in effetti, non è mai stata troppo convincente, e le parole di dell’Utri, di ormai un anno fa, hanno rimesso in discussione tutto. Dell’Utri, infatti, candidamente, poco prima del salone del libro antico, disse di aver tenuto in mano il famoso capitolo scomparso da casa di Pasolini poco dopo la sua morte. Il capitolo si chiamerebbe “Lampi sull’Eni” e sarebbe dovuto rientrare nel più ampio progetto dell’ultima opera incompiuta del romanziere morto chiamata “Petrolio”. Da più fonti questo è stato confermato; ciò di cui non si è certi è che siano 78 pagine, come sostiene il senatore, nelle quali è descritto il rapporto stretto tra le vicende dell’Eni e i cambiamenti politici e di potere italiani.
La scomparsa di queste pagine, da sempre ha fornito dubbi e titubanze circa la veridicità della versione ufficiale riguardante la morte di Pasolini. Ora non ci resta che aspettare il risultato delle analisi del Ris sul corpo dello scrittore, e solamente su quello visto che il colonnello Garofano (dei Ris di Parma), all’apertura delle indagini, ormai diverso tempo fa, afferma: “L’auto è stata conservata in un modo quantomeno discutibile, né sembrano essere stati fatti rilievi all’interno circa la presenza di impronte digitali o altra tracce biologiche di interesse […] nessuno poi ha fatto rilevamenti sul pullover verde né sul plantare, dal quale oggi potremmo ottenere materiale biologico sufficiente a una prova del Dna, né sul bastone o sulla tavoletta e nemmeno sull’anello di cui Pelosi rivendicò la proprietà”. Sembra che non ci sia stato un grande desiderio di accertare la verità, riguardo la morte di Pasolini, tuttavia le indagini ormai sono state riaperte e c’è, da parte di tutti, la speranza che si possa capire meglio e accertare la verità almeno in questo caso.