Ilenia intervista Stefano Savella (fondatore di puglialibre rivista online) per Inchiostro

Ilenia: il progetto della rivista online puglialibre dell’omonima associazione culturale è improntato su due concetti innovativi nel campo della piccola editoria: quelli di slow-book e di bibliodiversità.
Non possiamo che partire, dunque, dalla spiegazione di questi due concetti.

Stefano: bhe, sono due concetti molto innovativi, che si rifanno all’ambito alimentare. Lo slow food è quello che tutti conosciamo; è L’attenzione ai cibi del territorio alla degustazione lenta, diciamo così, e da qualche anno si parla anche di slow-book, forse anche meno di quanto si dovrebbe, per indicare i cosiddetti libri a km 0, come indica anche il nostro sottotitolo della rivista; e cioè appunto
quei libri pubblicati da quelle piccole e medie case editrici locali, che con difficoltà riescono ad arrivare ai grandi numeri e al mercato nazionale e che però meritano, a nostro avviso, di acquisire quella visibilità che non riescono ad avere, purtroppo, in un mercato editoriale molto accentrato in pochissime mani, e quindi lo slow-book significa quasi degustare quei libri che, appunto, ci sembrano meritevoli di attenzione, pubblicati in puglia da piccole e medie case editrici.

Ilenia: io ho guardato e guardo spesso il vostro sito, però definirlo una rivista online è un po’ riduttivo, spiegaci un po’ l’essenza, come è nata e perché hai deciso di metter su questa rivista.

Stefano: Puglialibre, infatti, nasce come blog più che come rivista, quindi forse ha ancora in sé qualche accento di questo tipo. Nasce come blog nel dicembre del 2007, appunto da una mia idea anche perché lavoravo e lavoro nell’ambito dell’editoria pugliese e quindi notavo la grandissima difficoltà di libri davvero molto belli e meritevoli, di acquisire vendite e mercato fondamentalmente, perché poi è quello che importa agli editori principalmente e anche agli autori; quindi nasce come blog, per un anno e mezzo circa. Nel 2009 grazie al bando principi attivi della regione puglia, diventiamo rivista online, quindi registrata a tutti gli effetti, quindi con delle rubriche e dei collaboratori, anche diversi, e sopratutto diventa anche un supplemento cartaceo, prima a cadenza mensile, poi a cadenza trimestrale. Attualmente sono stati pubblicati dieci numeri.
Con questa rivista cartacea cerchiamo di entrare nelle librerie e nei luoghi di cultura pugliesi, per ampliare il raggio d’azione, fondamentalmente, della nostra divulgazione libraria pugliese.

Ilenia: ecco prima hai parlato di collaboratori, che tipo di collaboratori hai in questo progetto?

Stefano: Collaboratori giovani, giovanissimi, siamo tutti under 35, quindi manteniamo questa essenza. Tutti collaboratori, appunto, giovani che hanno sia esperienza nell’ambito editoriale pugliese, sia no, come insegnanti, giovani editor e collaboratori che scrivono recensioni per noi, leggono questi libri pubblicati da queste piccole case editrici e li recensiscono con grande passione, abbiamo qui con noi anche Carlotta Susca, che è una di loro.

Ilenia: La salutiamo anche se non vuole dire nulla, però noi la salutiamo e la ringraziamo comunque per la sua presenza qui. I libri, noi forse, sopratutto qui in Italia, siamo ancora abituati un po’ al cartaceo alla solidità, all’oggetto. Perché invece online, perché avete iniziato in questo modo. Tu, magari, puoi essere un anello di congiunzione tra queste due culture, puoi spiegarci.

Stefano: Si, diciamo che tra libro e rivista è in atto già da molti anni questa differenza. Il libro lo intendiamo ancora di carta, e per moltissimi anni, probabilmente decenni, sarà ancora di carta, perché sarà molto complicato far diventare come prodotto di massa l’e-book.
Le riviste, invece, già da alcuni anni stanno sperimentando questo modo di divulgazione, cioè essere rivista online, per arrivare ad un pubblico molto più vasto, cosa che la rivista cartacea difficilmente riesce ad avere, chiaramente la rivista ha dei costi di stampa, la rivista cartacea intendo, che sono notevoli, invece la rivista online ti permette di abbattere questi costi e di ampliare in maniera davvero esagerata il numero di utenti ai quali puoi arrivare. Per una rivista l’essere online è molto più importante rispetto al libro, per il quale l’essere tecnologico avrà ancora grande difficoltà nel prendere piede, secondo me.

Ilenia: Ultima domanda, progetti per Puglialibre? Dove vuole arrivare?

Stefano: vogliamo farci conoscere, inizialmente, perché ci rendiamo conto di non essere ancora molto conosciuti, vogliamo diffondere il più possibile l’esistenza stessa della nostra rivista online, tra i tanti che si interessano di editoria pugliese, che magari ancora non ci conoscono; sia grazie alla rivista cartacea sia grazie al sito internet.
Poi più in là si vedrà…potremo anche iniziare a raccogliere, magari non so, in una pubblicazione annuale le migliori recensioni o le migliori pubblicazioni, abbiamo tanti progetti per il futuro.

Ilenia: Stefano Savella, fondatore di puglialibre, ringraziandoti per questo intervento, ti chiedo, così, un consiglio al volo, il primo libro che ti viene in mente da leggere.

Stefano: In occasione della giornata della memoria di ieri, del ventisette gennaio, mi piace segnalare “farfalle di spine – poesie sulla shoah” , una raccolta di poesie curata da Valeria Traversi per Palomar, una casa editrice di bari, che raccoglie delle poesie molto belle dei più importanti poeti del ‘900 sull’olocausto, e che raccoglie una rubrica sulle poesie scritte dai bambini e dai ragazzi internati nei campi di concentramento, che è davvero struggente e consiglio a tutti questo libro.

Ilenia: che bello! Sicuramente lo acquisteremo e lo leggeremo. Noi ringraziamo Stefano Savella per questo intervento.