Istanbul - O. Pamuk - Einaudi - 13,00€

Istanbul - O. Pamuk - Einaudi - 13,00€

“Fin da bambino, per tanti anni ho creduto che vivesse un altro Orhan, del tutto simile a me, un mio gemello, uno completamente uguale a me, in una strada di Istanbul, in un’altra casa simile alla nostra. Non mi ricordo dove e come ebbi per la prima volta questo pensiero. Molto probabilmente, il pensiero si era inciso dentro di me alla fine di un lungo processo, tessuto di incomprensioni, coincidenze, giochi e paure. Per poter spiegare cosa provavo quando questa idea mi balenava nella testa, devo raccontare uno dei primi momenti in cui l’avvertii nella sua forma più evidente.”

Una città la cui bellezza è nei colori, o meglio nel grigio nel quale sprofonda. La bellezza del suo panorama è nella tristezza. Pamuk descrive se stesso e la sua città rendendo i limiti tra il suo corpo e la capitale turca, sottili. Delinea due profili rassegnati che spesso coincidono. Descrive la bellezza di un ricchissima città distrutta dalla sua stessa tristezza. Il lettore non evince mai dalle parole dello scrittore la sensazione di aver davanti una città brutta o triste; egli avverte la malinconia e il desiderio di occidentalizzazione di un luogo che non è e non sarà mai occidentale. Il fluire rapido della narrazione inietta le immagini (di cui il libro è intarsiato) della vita di Pamuk e le descrizioni, nelle vene di chi legge, lasciando la voglia di scoprire e attraversare le rive del Bosforo sulle quali il protagonista trascorre gran parte della sua esistenza. Intrecciando la sua storia personale, quella della città e quella europea con i viaggi di grandi scrittori o pittori del nostro secolo, il tessuto finale è prossimo ad una seta bianca che ti avvolge e ti lascia comodo e morbido nelle vie di una città la cui storia è purtroppo sconosciuta a molti.

Luca Romano