Avallone Silvia - Acciaio - Rizzoli - 18€ - 357pp

Avallone Silvia - Acciaio - Rizzoli - 18€ - 357pp

“Nel cerchio sfocato della lente la figura si muoveva appena, senza testa. Uno spicchio di pelle zoomata in controluce. Quel corpo da un anno all’altro era cambiato, piano, sotto i vestiti. E adesso nel binocolo, nell’estate, esplodeva. L’occhio da lontano brucava i particolari: il laccio del costume, del pezzo di sotto, un filamento di alghe sul fianco. I muscoli tesi sopra il ginocchio, la curva del polpaccio, la caviglia sporca di sabbia. L’occhio ingrandiva e arrossiva a forza di scavare nella lente.
Il corpo adolescente balzò fuori dal campo e si gettò in acqua.
Un istante dopo, riposizionato l’obiettivo, calibrato il fuoco, ricomparve munito di una splendida chioma bionda. E una risata così violenta che anche da quella distanza, anche soltanto guardandola, ti scuoteva. Sembrava di entrarci davvero, tra i denti bianchi. E le fossette sulle guance, e la fossa tra le scapole, e quella dell’ombelico, e tutto il resto.”

Anna e Francesca sono due ragazze pressoché quattordicenni, che crescono tra i casermoni costruiti dalla Lucchini a Piombino. La vita violenta, vissuta dalle protagoniste è mischiata con una dose di realtà difficilmente riscontrabile in altri testi contemporanei. La sapienza con la quale il mondo normale degli operai e il futuro impalpabile di una intera generazione di italiani, si mischiano dà forma ad una delle opere letterarie più belle che si siano lette dai tempi di Pasolini. La pregevole la stesura del testo fornisce in oltre al romanzo un gradevolezza particolare nella lettura.
Probabilmente uno dei più bei romanzi scritti in italia degli ultimi dieci anni.

Luca Romano