Mauro Corona - La fine del mondo storto - Mondadori -  18 €

Mauro Corona - La fine del mondo storto - Mondadori - 18 €

“mettiamo che un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti petrolio, carbone ed energia elettrica. Non occorre usare la fantasia per immaginarselo, prima o poi capiterà, e non ci vorrà nemmeno troppo tempo. Ma mentre quel giorno prepara il terreno, facciamo finta che sia già qui. Ha un brutto muso, è un tempo duro, infame, scortica il mondo a coltellate e lo spoglia di tutto. Di quel che serve e di quel che non serve. La gente all’improvviso non sa più che fare per acciuffare il necessario. Prova a inventarsi qualcosa e intanto arranca, senza sapere che una salvezza esiste. Il necessario sta dentro la natura. Ma, per averlo, occorre cavarlo fuori, prenderlo con le mani, e la gente le mani non le sa usare.
«Sacramento che disgrazia!» dicono «Non sappiamo usare le mani.» Ma partiamo dall’inizio.

L’inizio di un romanzo semplice basato sul concetto, non troppo inverosimile, che un giorno tutte le fonti di energia non rinnovabili, finiranno. Corona, dalle conseguenze di una catastrofe, costruisce un mondo immaginifico, nel quale le cose si realizzano esattamente come sarebbero dovute essere in un mondo “dritto”. Alcune immagini ricordano la perfezione dell’esistenza umana, desiderata da Rousseau, a cavallo tra lo stato selvaggio e quello sociale. E così come Rousseau, Corona, trae le conseguenze dall’ingresso nel mondo degli uomini, della società cosiddetta civile.
Un romanzo breve, raccontato da un narratore esterno che talvolta giudica e commenta. Piacevole da leggere e semplice nel linguaggio è un buon romanzo.

Luca Romano