Michele Lupo, I fuoriusciti, stilo editrice, bari 2011, 10€, pp. 132

Michele Lupo, I fuoriusciti, stilo editrice, bari 2011, 10€, pp. 132

I fuoriusciti, oltre ad essere il titolo di questo romanzo, è un filo che lega le parole di questo libro, una ad una. Sono sei racconti che narrano le vicende di un babysitter, di un prete, di un ex ragazzo del sud italia, di una poetessa distrutta ed altri personaggi che riescono a descrivere al lettore un punto di vista particolare sulla società. La lettura è scorrevole e semplice nell’esprimere il disagio che questi personaggi vivono nel rapportarsi, ognuno a suo modo, ad un mondo che non sentono proprio, un mondo che li costringe a reinventarsi e ad adattarsi. Michele Lupo riesce attraverso questi sei racconti a far venir voglia al lettore di porre più attenzione nei confronti di chi non è inserito nei binari imposti. É il mondo reale quello che viene narrato, senza invenzioni di sorta o grandi avvenimenti, sono le persone comuni a prender vita, un po’ quelle a cui ci aveva abituato Bukowski, senza tuttavia la disperazione che distingueva quei personaggi emarginati e respinti dalla società stessa. Qui l’operazione dell’autore è più che altro quella di rappresentare i bordi, i confini della società, la linea che divide il mondo “giusto” da quello “sbagliato”.

Luca Romano

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